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	<title>Comments for Tomatrax</title>
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		<title>Comment on Nick Pes &#8211; I Remember by Lea Aguirre</title>
		<link>http://tomatrax.wordpress.com/2013/02/08/nick-pes-i-remember/#comment-767</link>
		<dc:creator><![CDATA[Lea Aguirre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 06:59:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Certamente non si stanno scrivendo nuove pagine del libro dell&#039;indietronica, ma questo &quot;ème&quot; di Stereoboy è senza dubbio un gran bell&#039;album. Con gli immancabili carillion ed una collezione di campanelle di ogni dimensione e peso a creare un sottile velo dreamy che ricopre l&#039;intero lavoro. Chitarre che mi ricordano tanto i tedeschi Notwist...ed in effetti il profumo che si respira durante l&#039;ascolto è decisamente mitteleuropeo, più che portoghese. Ma oramai, per fortuna o purtroppo, siamo negli Stati Uniti d&#039;Europa e questi paragoni o accostamenti non hanno grande importanza. Un 10 e lode a &quot;m-2&quot;, con un lungo intro di chitarra arpeggiata che conduce, tramite uno stacco che inserirei nella famosa enciclopedia degli stacchi, ad una seconda parte cantata che trasuda new wave eightes da ogni poro. Sette tracce apparentemente semplici ed estremamente accurate nei particolari che hanno la capacità di abbracciarti e di farti sentire il loro tiepido calore autunnale. Assolutamente da inserire nella collezione dei 50 album di indietronica più belli.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente non si stanno scrivendo nuove pagine del libro dell&#8217;indietronica, ma questo &#8220;ème&#8221; di Stereoboy è senza dubbio un gran bell&#8217;album. Con gli immancabili carillion ed una collezione di campanelle di ogni dimensione e peso a creare un sottile velo dreamy che ricopre l&#8217;intero lavoro. Chitarre che mi ricordano tanto i tedeschi Notwist&#8230;ed in effetti il profumo che si respira durante l&#8217;ascolto è decisamente mitteleuropeo, più che portoghese. Ma oramai, per fortuna o purtroppo, siamo negli Stati Uniti d&#8217;Europa e questi paragoni o accostamenti non hanno grande importanza. Un 10 e lode a &#8220;m-2&#8243;, con un lungo intro di chitarra arpeggiata che conduce, tramite uno stacco che inserirei nella famosa enciclopedia degli stacchi, ad una seconda parte cantata che trasuda new wave eightes da ogni poro. Sette tracce apparentemente semplici ed estremamente accurate nei particolari che hanno la capacità di abbracciarti e di farti sentire il loro tiepido calore autunnale. Assolutamente da inserire nella collezione dei 50 album di indietronica più belli.</p>
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